Un caffè e una lunga intervista con il direttore generale Simone Bardazzi…

«In quella che fino a dicembre era stata la stagione più difficile di sempre, è arrivato invece il risultato più prestigioso di sempre…»

«E’ la magia di questo gioco, che ti può dare o ti può togliere tutto in un secondo. Dall’inferno al paradiso, o viceversa. La vittoria nella finale contro il Signa è stata l’emblema di tutto questo, al gol vittoria di Cardillo al 120′ si è sprigionata una gioia irrefrenabile che resterà un ricordo indelebile per i tanti sportivi di Maliseti e Tobbiana presenti al “Torrini”. A livello di emozioni la conquista di una coppa, con il pathos dell’eliminazione diretta, dà un qualcosa di più rispetto alla vittoria di un campionato. C’è inoltre la soddisfazione di aver dato lustro a tutto il movimento calcistico pratese, perché a memoria non ricordo che una società di Prato abbia vinto una Coppa Italia di Promozione…»

«Tra novembre e dicembre qual era il tuo stato d’animo?»

«C’era un grande senso di frustrazione, era come lottare contro i mulini a vento. In estate avevamo costruito una squadra qualitativamente di un certo livello, ma numericamente ridotta. Un rischio, ma non avremmo mai pensato di trovarci dopo un mese con mezza squadra in infermeria: dopo due giornate avevamo già perso fino a dicembre Brunelli, Casarin e Giandonati, oltre alla quota Banci. Alla quarta giornata la mazzata del nuovo infortunio di Marini. Il punto più basso l’abbiamo toccato leggendo il bollettino dopo la partita contro il Calenzano, con tre giocatori squalificati per eccesso di nervosismo a fina partita. Tra Zenith e Firenze Ovest abbiamo perso quattro partite di fila. Ci tengo a ringraziare tutte le persone che non ci hanno mai abbandonato nei momenti di difficoltà, gli sportivi di Maliseti e Tobbiana, Daniele e Eugenio sempre presenti su tutti i campi, anche nelle trasferte più lontane…»

«Poi a dicembre è cominciato un nuovo campionato…»

«Nel momento più difficile la società ha avuto un grande merito, quello di non sfasciarsi. E finalmente è arrivato dicembre, con il rientro degli infortunati Brunelli, Casarin e Giandonati e l’apertura delle liste. Siamo andati a cercare un giocatore di esperienza per ogni ruolo, Tarli, Marchiseppe e Fabbri. E due quote come Cerbino e Niccolai. In tutto fanno otto giocatori, quasi una squadra intera. La qualificazione alle semifinali di Coppa Italia, eliminando con merito ma anche fortuna Grassina e Chiusi, è stata sicuramente il motore di tutto…»

«L’obiettivo dichiarato in campionato era uscire quanto prima dalla zona pericolosa della classifica. Pensavi al quinto posto?»

«Ero convinto di poter recuperare 5-6 squadre, ma razionalmente pensavo che il distacco dall’ultimo al quinto posto fosse incolmabile. Invece, una volta conquistata una posizione di classifica tranquilla, abbiamo potuto giocare con la mente sgombra e settimana dopo settimana ci siamo avvicinati alla zona play-off. Conquistata la finale di Coppa Italia e scoperto, per un machiavellico e non scritto cavillo regolamentare, che in caso di sconfitta con il Signa già promosso non saremmo stati qualificati per gli spareggi, abbiamo puntato con decisione al quinto posto. Ci siamo riusciti, anche lasciando qualche punto per strada, perdendo la partita precedente e quella successiva la finale di Sesto…»


«Quali analogie con la vittoria della Coppa Toscana di Seconda Categoria undici anni fa?»

«In questa società ho vinto tante competizioni, la scalata dalla Terza Categoria alla Promozione, tre campionati regionali, tanti campionati provinciali. Ma, come detto, le soddisfazioni più esplosive sono state le due vittorie di Coppa. La vittoria di quest’anno, per categoria di appartenza, ha sicuramente una risonanza maggiore. La formula inoltre è stata più concentrata, con partite di sola andata. La vittoria del 2003/04 è arrivata invece dopo una competizione lunghissima, con 192 squadre al via. Ricordi indimenticabili, è stata la prima vittoria importante di questa società, al termine di una doppia finale con la Campese. Ricordo la trasferta all’Isola d’Elba e il trionfo in casa davanti a tantissimi tifosi. L’analogia è che sia la squadra del 2004 che quella di quest’anno hanno un fortissimo senso di appartenenza, con tanti ragazzi del paese, provenienti dal settore giovanile o in qualche caso dalla scuola calcio…»

«Il difficile autunno della prima squadra ha avuto ripercussioni anche sulla formazione Juniores…»

«Inevitabilmente sì, i problemi della prima squadra hanno influito sul campionato della squadra Juniores, che sulla carta aveva un organico in grado di puntare alla vittoria finale. Soprattutto mister Cavaliere in partenza aveva a disposizione un potenziale offensivo devastante per la categoria. Invece prima c’è stato il grave infortunio di Berti, proprio durante una partita di Coppa Italia della prima squadra, poi la defezione per motivi di lavoro di Manganello. Tutto il peso dell’attacco è stato quindi sulle spalle di Lorenzi, spesso chiamato al doppio impegno il sabato e la domenica, e di un centrocampista offensivo come Mosconi. Quando poi una squadra che parte per il 1° posto si ritrova al 7°-8° posto non è facile ritrovare le motivazioni per recuperare un 5° posto che in estate veniva dato per scontato. Alla fine però l’obiettivo minimo è stato centrato e adesso ci sono tutte le possibilità per andare avanti in coppa regionale. I ragazzi l’hanno dimostrato nella gara di andata contro l’Urbino Taccola, anche se il ritorno non sarà facile…»


«Siamo pronti per l’Eccellenza?»

«La nostra società ha sempre fatto un passo per volta, partendo dalla Terza Categoria e conquistando tutte le promozioni sul campo. Oggi siamo a parlare di una possibile collocazione in Eccellenza, la Champions League dei dilettanti, la quinta serie italiana. Ci troveremmo di fronte delle città con potenzialità a noi sconosciute, a tifoserie organizzate. Il Montevarchi, tanto per fare un esempio, è seguito fuori casa da 500 tifosi, con bandiere e fumogeni. Sarebbe un avventura impegnativa ma bellissima, noi faremo di tutto per conquistare la promozione vincendo lo spareggio contro la vincente dei play-off del girone C, una tra Albinia, Armando Picchi, Badesse e San Miniato Basso. Una vittoria aprirebbe sicuramente le porte dell’Eccellenza. Il numero esatto di promosse dipenderà dal numero di retrocesse dalla serie D, ad oggi solo San Donato e Colligiana sono a rischio…»

«E’ stata una stagione complessa e di cambiamenti anche a livello societario e organizzativo…»

«Tra settembre e ottobre c’è stato l’ingresso in società di un nuovo gruppo di dirigenti. Persone che in questo anno hanno dimostrato il loro attaccamento alla società attraverso la loro presenza costante. Un impegno che non è mai venuto meno, neppure quando a dicembre è arrivata la tegola legata alle problematiche legate alla struttura di Maliseti. Tutti abbiamo lavorato a testa bassa, dal presidente Guasti ai consiglieri fino ai collaboratori. L’obiettivo adesso è essere pronti con la nuova club house per l’inizio della nuova stagione sportiva, da inaugurare il mese di settembre con tornei e festeggiamenti per i 40 anni della società. E nonostante tutte le difficoltà manterremo tutti gli impegni assunti con allenatori e collaboratori…»

«Tra gli obiettivi del nuovo corso societario c’è anche il rilancio della scuola calcio…»

«La scuola calcio è sempre stata il fiore all’occhiello di questa società, peraltro l’unico settore che a Maliseti c’è sempre stato, perché il calcio dilettanti è arrivato solo negli anni 2000. In questo anno il nuovo responsabile della scuola calcio Filippo Baragli ha posto le basi per un rilancio in grande stile della scuola calcio del Maliseti Tobbianese, innalzando la qualità degli istruttori e il livello organizzativo. I feedback che ho ricevuto dai genitori sono molto positivi, sono sicuro che da settembre avremo risultati importanti anche a livello numerico, abbiamo già tante richieste…»

«Uno sguardo infine al settore giovanile…»

«Nel campionato Allievi d’Elite ci aspettavamo di soffrire un po’ meno, ma siamo comunque riusciti a mantenere la categoria, e anche il prossimo anno saremo l’unica società da Pistoia e Sesto Fiorentino rappresentate tra le migliori 16 della Toscana, scusate se è poco. I Giovanissimi Regionali per un soffio non sono riusciti a vincere il campionato, complimenti comunque ai ragazzi e a mister Becheri che sono stati protagonisti di una bellissima stagione. Gli Allievi B hanno stravinto il campionato, quello dei ’99 è un gruppo al quale teniamo in maniera particolare perché viene quasi interamente dalla scuola calcio. A loro auguro di ripetere il percorso dei nostri ’96. Bene anche i Giovanissimi B, con un buon secondo posto finale…»

«E la stagione non è finita qua…»

«Esatto, gli altri guardano e noi ancora siamo a giocarci la Coppa Regionale Juniores, la Coppa Regionale Giovanissimi e la Coppa Cerbai Allievi B, oltre agli spareggi play-off di Promozione. L’anno scorso abbiamo disputato tre finali alle Due Strade, speriamo di tornarci quest’anno, possibilmente con un esito diverso…»

«A maggio si comincia già la programmare la prossima stagione. Lo staff tecnico come sarà composto?»

«Non ci saranno stravolgimenti, ma qualche aggiustamento. Siamo a buon punto come idee, la cosa importante da sottolineare è che tutte le scelte saranno collegiali, c’è una grande condivisione all’interno della società, dal presidente ai diversi responsabili tecnici…»