Francesco Midili

Dopo 13 stagioni, Francesco Midili lascia il Maliseti: «Dopo 13 anni avevo il desiderio di mettermi alla prova in una categoria regionale, la società mi ha proposto un incarico nelle categorie della scuola calcio. Senza presunzione, pensavo di meritare questa occasione, ma allo stesso tempo tanto rispetto per chi deve prendere le decisioni ed è giusto che lo faccia».

Ripercorriamo insieme a Midili i 13 anni a Maliseti, un’avventura cominciata nel 2004/2005 con il gruppo del ’96.

«In questo momento da parte mia c’è tanto dispiacere – dice Francesco Midili – avrei preferito continuare la mia storia a Maliseti. C’erano visioni diverse, io dopo 13 anni avevo il desiderio di mettermi alla prova in una categoria regionale, la società mi ha proposto un incarico nelle categorie della scuola calcio. Senza presunzione, pensavo di meritare questa occasione, ma allo stesso tempo tanto rispetto per chi deve prendere le decisioni ed è giusto che lo faccia. Ho dato tutto, continuerò a farlo fino al 30 giugno, poi non farò più parte di questa famiglia. Futuro? Mi hanno cercato diverse società, adesso proprio per il bisogno di avere stimoli nuovi, affronterò una sfida completamente nuova, una società appena nata nel territorio pistoiese, vicino a casa, farò l’allenatore di terza categoria e farò il responsabile delle squadre giovanili.
I ricordi più belli a Maliseti? Vorrei ricordare tutti i ragazzi che ho avuto. Ho cominciato nel 2004/05, un biennio con il ’96, un gruppo bellissimo, ragazzi talentuosi che negli anni ha vinto quasi tutto a Maliseti, ricordo i dirigenti Mugnaini, Erico, Giandonati, Caggianese. Con grande piacere ho visto crescere Edoardo e Mattia, dopo 13 anni vado via e loro ci sono ancora…
Poi ho fatto due anni con il ’98, gruppo in gamba, dirigenti come Munì, Boscolo, Bartolini, ragazzi che magari non sono arrivati a finire il percorso a livello di prima squadra, ma Munì è arrivato a vincere un Juniores Regionale, noi abbiamo vinto un Sei bravo, abbiamo fatto le finali regionali a S. Vincenzo…
Due anni con il ’97, abbiamo vinto Pacini e Galeotti a Tavola, gruppo dove i vari Manetti e Calamai Alessio sono arrivati alla Juniores, Daniele ha esordito anche in Promozione, poi ho avuto la Noemi Fedele, che quest’anno è diventata campionessa d’Italia con la Fiorentina femminile…
Poi due anni con il ’99, un gruppo che si presenta da solo, la cosa più bella è che la mia linea difensiva che ha vinto Esordienti B è la stessa che ha vinto campionato Juniores Regionale, 8 anni che giocano insieme. Gruppo incredibile, tutti ragazzi e dirigenti molto legati alla società, i vari Santini, Pitta, Gialluisi, Acciaioli, Bambini, Vannucchi. Il ricordo più bello con loro le finali ad Abbadia S. Salvatore…
Poi nel 2012/13 per un anno il 2001, una squadra da rifondare, siamo partiti in 12, negli Allievi B di quest’anno sono arrivati Gabrielli, Mariotti e Cecchi. Poi per 3 anni ho avuto il 2002, gruppo che in tre anni ha avuto crescita esponenziale, sfiorando la vittoria Giovanissimi B, ricordo dirigenti Mugnaini, Rio, Bartolozzi e Scopelliti. E infine quest’anno il 2003, altro gruppo rifondato, annata positiva bellissimo girone di ritorno…
A Maliseti mi hanno portato Magni e Montemaggi, poi ho avuto la fortuna di lavorare con tanti direttori sportivi, fino a Becheri. In 13 anni ho visto crescere l’ambiente, gli anni migliori con tante risorse, pizzeria, uno dei primi campi sintetici di Prato, adesso c’è forse bisogno di investire nuovamente sulle strutture per crescere ancora, visti i livelli raggiunti dal comparto tecnico.
Come è cambiato il ruolo degli allenatori/istruttori? Tanto, tantissimo. Già con Montemaggi, poi con Baragli c’è stato un ulteriore innalzamento da un punto di vista qualitativo. Oggi per gestire dei gruppi di ragazzi ci vogliono tantissime caratteristiche, non c’è solo l’aspetto tecnico o l’esercizio fisico, bisogna avere anche nozioni di psicologia e sociologia. Oggi non si improvvisa niente.
Le affiliazioni con società professionistiche? Tanto è immagine, con il Brescia è stato così. Con l’Empoli abbiamo avuto la fortuna di avere una figura di riferimento molto presente. Questo ha permesso di crescere.
I compagni di viaggio a Maliseti? Ricordo con tantissimo piacere Loris Bergonzoni, è stata la spalla perfetta per me e Fabio. Loris è colui che c’è sempre, disponibile, pronto, è il complemento perfetto per gestire un gruppo. Poi Fabio Montemaggi, ci siamo sempre scambiati gli anni negli Esordienti. Tornare a lavorare con Fabio? Lui ci ha provato spesso, però la mia ambizione è stata sempre quella di poter crescere a Maliseti.
Oggi il mio dispiacere è che ritengo il mio cammino non terminato. Dopo 13 anni, quest’anno ci poteva essere a mio avviso l’occasione – conclude Midili – oggi invece le strade si dividono sul più bello…»